lunedì 19 giugno 2017

Giugno, ma anche maggio, e forse profumo d'aprile

Giugno, ma anche maggio, e forse profumo d'aprile.
Insomma un sacco di libri belli, tenuti per voi in serbo in attesa dell'estate.

Qui trovate gli ultimi tre Librai, ragazzi e libri, frutto del nostro lavoro di questi mesi.

Guardateli, assaggiateli, leggeteli e sognateli un po'.
E quando scendete dai sogni veniteci a trovare, se siete in vacanza, o di passaggio, spulciate fra la lista delle librerie e sappiate che vi aspettiamo, e se volete andare a trovare un Premio Denti Vitali, dato da AIE e da Andersen alla miglior Libreria, nuovo nuovo, beh, la libreria Baobab ha anche cambiato sede quindi si è fatta nuova nuovissima e premiata per voi.
Ora la trovate in via Roma 25, sempre a Porcia, un salto da Pordenone.




domenica 12 marzo 2017

Marzo, col profumo di una corsa fra i boschi

E arriva marzo, quasi inaspettato fra gli scaffali, e già quasi annuncia aprile e Bologna, Fiera del Libro, sorprese fra gli scaffali.
Marzo col profumo di una corsa fra i boschi, marzo coi crochi che spuntano, marzo e spuntano libri, che hanno occhi di lupi e paesaggi straordinari, che hanno storie intense o piccoli giochi di carta e occhi buffi. Libri, come i fiori appena nati, di ogni colore, come boschi e sfumature del mare regalano a primavera.

venerdì 10 febbraio 2017

Febbraio, di niente e di segreti

Oggi ero in un luogo chiuso, parlavo con molte persone di libri di assenza, avevo con me fra gli altri il nostro libro del mese, con la sua voglia di boschi, la sua maglia arancione  vivo, e la sua voglia di capriole.
All'improvviso ero su un prato, nel sogno di un'altra, che aveva il vestito blu e faceva capriole ridenti. All'improvviso ero dentro quel bosco con quegli occhiali e quegli occhi bambini. Succede quando racconti un libro, un pezzetto sei cose solo tue, o di chi ti è vicino, un pezzetto sei quelle che racconti, in un giorno qualunque, un giorno di niente.

Se poi scoprite qual'è il pezzetto vostro ditecelo, o no, tenetelo segreto, che i segreti belli fanno brillare gli occhi.

Qui invece potete trovare un bel racconto di come è nato: http://www.topipittori.it/it/topipittori/un-grande-giorno-di-niente





venerdì 13 gennaio 2017

Arnaude, le fiabe e le donne

Un nuovo anno, che inizi con una fiaba.
Nella fiaba, diceva lui, c'è tutto.
No, non abbastanza Donne, aggiungeva lei, fedele alla Carter e a sè stessa.
Ogni volta.
Passa il tempo delle stagioni, è passata la neve, sono rifiorite le gioie passate, ed è tornato un nuovo inverno, lo diceva una canzone. Un tempo lento come questo come potrebbe non essere il tempo di una fiaba?
Lui, lei, noi possiamo dargli un nome, ma potrebbe qualsiasi lettore, dinanzi al proprio camino delle storie, nomi diversi, nomi che andranno per il mondo come solo le fiabe e le storie di famiglia fanno.
Allora, in questa notte di neve, eccovi una fiaba bretone, dove si parla di Atlantide, dove è Donna chi poi sarà destinata a tramandarne memoria, dove anche le cifre finali colpiscono, piccola caccia al tesoro per alcuni che vuole essere una carezza, storia bella per tutti.
Letto? Bene.
Ora immaginate una donna che avete conosciuto, immaginatela su quella spiaggia bretone, una o più d'una. Immaginate il sorriso. Non dovrebbe essere difficile davvero.

ps. Si, queste foto hanno gli occhi di una di loro, di lei.

La scomparsa di Atlantide

Leggenda bretone



Moltissimo tempo fa, in un piccolo paese della Bretagna, la giovane Arnaude conduceva un'esistenza felice in compagnia dei suoi genitori.
In una notte di tempesta, una nave che passava di lì fu travolta dalle onde del mare e andò a conficcarsi sulle rocce della costa proprio nel punto in cui sorgeva l'abitazione della fanciulla. I suoi genitori videro con preoccupazione arrivare nella loro casa uomini di cui non conoscevano neanche la lingua, ma si tranquillizzarono non appena arrivò il capo dei naufraghi, il sultano d'Atlantide, che chiese loro ospitalità.
Il giorno dopo la notizia si diffuse nel villaggio e tutti accorsero in aiuto del sultano e del suo equipaggio. Sulla spiaggia e nella brughiera regnò per diversi giorni una grande agitazione. Si sentivano ovunque i colpi dei martelli e delle asce, l'eco dei passi degli uomini impegnati a riparare la nave danneggiata.
Arnaude offriva ai lavoratori latte fresco, sidro, miele e frutta, che ella stessa raccoglieva dagli alberi. Con mano esperta applicava sulle ferite dei naufraghi unguenti balsamici che ne favorivano la guarigione.
Il sultano, affascinato dalla sua dolcezza e dalla bellezza dei suoi profondi occhi azzurri, trascorreva molte ore in compagnia di Arnaude. La giovane lo accompagnava nei luoghi più belli della sua terra. Insieme visitavano i punti più nascosti della foresta, si dissetavano alle più fresche sorgenti. Arnaude insegnò al sultano il linguaggio degli uccelli che popolano ancora oggi le coste della Bretagna, gli raccontò le leggende di quei luoghi.
Il sovrano si innamorò perdutamente di lei e volle sposarla. Nella radura dei dolmen un vecchio druido benedisse la loro unione, accompagnata da una grande festa che durò sette lunghi giorni. Durante il ricevimento, la felicità dei giovani fu però offuscata quando il mago del villaggio lesse nelle stelle dei cattivi auspici. Ma Arnaude e il suo sposo erano troppo innamorati e dimenticarono ben presto l'oscura profezia.
Non appena la nave fu riparata, i due giovani sposi partirono felici per la terra di Atlantide. Il viaggio fu lungo ma i venti del mare benevoli gonfiavano le vele permettendo una navigazione regolare.
Finalmente un mattino, dall'alto del pennone, Arnaude vide la sua nuova patria: una città tutta bianca che spiccava sull'intenso azzurro del mare e sulla quale dominava la meravigliosa reggia del sultano. I due giovani attraversarono le strade fra le acclamazioni della folla che salutava festosamente il rientro del sovrano.
Iniziò per Arnaude una nuova vita. Il suo sposo faceva di tutto per renderla felice; la giovane viveva come in una favola, passando di meraviglia in meraviglia.
Ma l'incanto stava per finire. Era una notte calma, le stelle brillavano lucenti nel cielo; i due sposi passeggiavano lungo la spiaggia, quando una voce ruppe il silenzio ricordando al sultano d'aver violato la legge divina. Egli avrebbe dovuto sposare una dea di Atlantide ma, venendo meno a quel patto, aveva attirato su di sé e sul suo popolo la maledizione degli dei.
Il giovane sultano pregò e supplicò la voce invisibile di risparmiare il suo popolo e la sua sposa: egli era il colpevole e perciò egli solo era meritevole di castigo.
Ma gli dei non s'impietosirono. In quello stesso momento, sotto gli occhi spaventati di Arnaude, il suolo si aprì e Atlantide, inghiottita dalle viscere della terra, fu trascinata verso le più grandi profondità insieme al suo sovrano e a tutti gli abitanti che vennero trasformati in conchiglie.
La giovane donna, trasportata da un vento impetuoso, si ritrovò di lì a poco sulla spiaggia del suo villaggio. Gli dei le avevano concesso di sopravvivere affinché la leggenda di Atlantide non andasse perduta.
La fanciulla ne scrisse la storia e la rinchiuse in uno scrigno insieme a una cartina di Atlantide, permettendo così alle successive generazioni di venirne a conoscenza.
Si racconta che ogni settanta-settantacinque anni il favoloso continente riemerga dalle acque e sia visibile per la durata di un'intera notte.