venerdì 22 agosto 2014

Incontrarsi, un giorno. O del guardare un incontro con bellezza e ironia

Non mi capitava da un po' l'incrocio di due momenti, il primo è quello dell'incontro con un libro che parli alla tua anima, ai tuoi occhi, che li faccia brillare come scriveva Julia Alvarez in un piccolo libro sull'amore per il mondo e le parole. Il secondo quello in cui ritagliarsi un tempo per ragionare su quell'incontro di emozione e osservazione per poi poter restituire il tuo pensiero a qualcuno, sia a voce o in forma scritta come questa.
Nelle due ultime sere in libreria ho mostrato questo libro a due occhi che hanno brillato mentre la mano accarezzava quasi la pagina nel guardarlo, ne ho parlato incrociando la mia emozione con la sua con una amicacollega, e lo ho visto far sorridere di bellezza una giovane illustratrice.

 È così.

Lei.
Lui.

Lei ama  le vertigini, lui ama il mare, lei ama le piroette e lui le capriole, lui sta con le mani nella terra lei si arrampica sugli alberi, lui percorre strade, lei colleziona scale.

Nella sua parolaimmagine essenziale, nel suo raccogliere due diversi pensieri-autori questo libro sa raccontare un unico incontro con un sussurro.
Sembra regali una confidenza della storia di un amore, riconoscendo in esso due persone, con le loro differenze, i loro modi di essere e di guardare il mondo.


 Sino a proiettarlo su un qualcuno a cui dare la mano, con cui crescere da portare a camminare nel mondo, per strade e scale e mari e alberi.

Lo raccontano le pagine di questo nuovo libro di Terre di Mezzo , idea di Noémie Révah, esperta d'arte che ha lavorato per il Centre Pompidoun e ora responsabile di collana per gli albi delle Edizioni Michel Lagarde sul cui sito trovate una piccola intervista che spiega come per due anni questa storia sia rimasta nel cassetto, fino all'incontro con Olimpia Zagnoli, di cui già avevamo parlato molto per il fine equilibrio de Il mondo è tuo, altro bellissimo volume edito sempre da Terre di Mezzo, dimostrando l'attenzione di un editore per i passi che ognuno di noi, fra sentimenti e azioni, compie nel mondo.





Un regalo questa opera a due, che alla fine fa l'ultimo grande regalo che possono fare due autori, regalare una parte del loro immaginario, quella virgola che ha fatto nascere l'idea, e magari far scoprire nuovi occhi o modi di guardare il mondo sconosciuti.
O riscoprire, come in questo caso.  
René Maltête è stato uno straordinario fotografo francese, collaborò con grandi registi (Tati uno fra tanti) un umorista della fotografia, surreale e allo stesso tempo capace di guardare le contraddizioni del mondo e restituirle con grazia assoluta. Far scoprire questo a un lettore, grande o piccolo che sia, è davvero uno di quei gesti di altruismo in cui si riconosce la bravura di una coppia di autori come questa, suggerire senza temere nulla perchè quel filo di cultura e educazione che può tessere un libro oltre gli ostacoli continui a essere tessuto da chi lo accoglie.

Avete chiuso il libro? eccovi un piccolo assaggio di questo modo di guardare il mondo.





sabato 24 maggio 2014

24 maggio, si mormorano letture belle

24 maggio, quello che è stato il nostro GGG personale, che ci ha soffiato il sogno di un mondo guidato dai bambini, che di solito in questi giorni rideva con gli occhi che guardavano il mare, penso rida nel vento, a vederci muovere in tutta Italia. Muovere per raggiungere avamposti della lettura, riunioni di lettori, mobilitazioni belle e partecipazioni.

A Genova, al Museo Luzzati, oggi si tiene il PREMIO ANDERSEN – Il mondo dell’infanzia, il più prestigioso riconoscimento italiano attribuito ai libri per ragazzi, ai loro autori, illustratori ed editori.
Promosso dalla RIVISTA ANDERSEN – il mensile di informazione e commento sulla letteratura per ragazzi – dal 1982 seleziona le migliori opere dell’annata editoriale, con un’attenzione particolare alle produzioni più innovative e originali. Da molti giorni ormai Genova si è animata di incontri e letture legate al premio, questa mattina si svolgono incontri con gli autori premiati rivolti ai ragazzi e la premiazione del Concorso Nazionale Sognalibro.
Nel corso del pomeriggio verranno assegnati anche alcuni speciali riconoscimenti per la promozione della lettura alla Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano, luogo straordinario di persone capaci e attente e di progetti innovativi, a Radio Magica, piattaforma versatile e coinvolgente,  e il Premio intitolato a quel nostro GGG speciale, buffo e ridente, capace di farci guardare e prendere in giro le contraddizioni del mondo adulto quanto quello raccontato da Dahl: il premio “Roberto Denti” alla libreria per ragazzi dell’anno, la Libreria Cuccumeo di Firenze, promosso da Andersen con il Gruppo Editori per Ragazzi dell’AIE. E poi i libri premiati, libri che in quest'anno vi abbiamo raccontato nelle nostre selezioni e con allegria ora vediamo ricevere il giusto riconoscimento. E ancora i due nomi premiati per il loro valore e il loro lavoro straordinario: Fabrizio Silei, miglior autore, e Desideria Guicciardini, miglior illustratrice. Potremmo raccontarvi la bellezza di entrambi, ma ci riserviamo di farlo nei prossimi giorni, per far si che questi premi continuino a rieccheggiare nei pensieri e nelle scelte dei lettori, intanto eccovi le motivazioni:


Fabrizio Silei

Per essere la voce più alta e interessante della narrativa italiana per l’infanzia di questi ultimi anni.
Per una produzione ampia e capace di muoversi con disinvoltura e ricchezza fra registri narrativi diversi: dall’umorismo alla misura breve del racconto per i più piccoli, dall’albo illustrato al romanzo per adolescenti, dal progetto creativo ad un forte impegno civile. Per una costante e limpida qualità della scrittura


Desideria Guicciardini

Per un lungo, operoso e ricco percorso, sempre condotto all’insegna di un’assoluta e convinta professionalità. Per il coerente e ininterrotto valore della propria opera.
Per una colta e attenta sensibilità figurativa capace, in ogni occasione, di entrare in forte rapporto con il testo. Per la vivida, intensa e struggente bellezza di alcune delle sue opere più recenti.
 Al termine della premiazione il voto di una giuria allargata, composta da un centinaio di esperti, decreterà il Super Premio Andersen 2014, il Libro dell’anno, scelto tra tutti i libri vincitori di questa edizione e intitolato ad un altro sguardo ridente e sornione, un sigaro ed un sorriso che erano capaci di avvolgere in abbracci non detti e allo stesso tempo di pungere con una ironia sferzante, quello di  Gualtiero Schiaffino, fondatore del Premio e della rivista Andersen.
 Spostate lo sguardo ad un'altra parte di Italia, 
Da Rimini oggi parte il flash mob Si, io leggo! Il flashmob dei giovani lettori.
Queste le principali città che hanno aderito:


Cesenatico piazza A. Costa
Rimini piazza Cavour
Firenze piazza Santo Spirito
Mantova piazza Marconi
Roma, quartiere torpignattara, piazza Perestrello
In tutte le piazze il FLASH-MOB si terra alle 17!! Non solo ma in questi giorni altri hanno aderito come biblioteche e centri culturali, organizzandolo in differita ma facendosi contagiare dallo spirito del Flash Mob... Volete un assaggio? Cliccate qui per il video che ha fatto partire quest'onda di bellezza e parole.

E ancora a Bologna alle 16.00, presso il Circolo Andrea Costa (via G.P. Martini 7/2), Xanadu - Comunità di lettori ostinati festeggia la conclusione di "La scuola rifatta dai ragazzi".
Dopo un anno di incontri, attività e laboratori i gruppi, nati dall’interesse per cucina, fotografia, musica e disegno, si incontrano per festeggiare insieme la conclusione del progetto.
"Cibo fatto in casa, musica a bomba e una piccola mostra per far conoscere a tutti il lavoro fatto insieme."


E poi la festa dei dieci anni di una delle librerie del coordinamento,  Il libro con gli stivali, librai che per
festeggiare hanno sparso Granelli di Zucca bellissimi, ricchi di storie e di impegno che con oggi concludono dieci giorni di incontri e iniziative di grande valore e importanza, di cose pensate per spargere semi che facciano crescere il mondo.


E ancora, oggi è una settimana dal  trasloco di Libri e Formiche, con una nuova casa e nuove energie grazie a forme di resistenza, partecipazione, e al tendere la mano di lettori, autori e persone del mondo dell'editoria.


Infine un anticipo su domani, il ricordo di questo nostro gigante, che prima che libraio è stato un partigiano,  esperienza che è diventata valore imprescindibile del suo mondo e orizzonte di riferimento per tutta la sua vita.
Per ricordarlo a La Libreria dei Ragazzi di via Tadino a Milano ci saranno le parole, gli amici, tutti sono invitati in libreria, e la musica, coinvolgendo in questo ricordo "Resistente", la band 7grani che proporrà un repertorio di musiche e canzoni legate alla Memoria e alla Resistenza. 

In fondo, come diceva Galeano, che Roberto citava spesso per definire il mondo, ricordare non è che questo, re-cordis, ripassare dalle parti del cuore.


Non sono fanti, le uniche sponde che rieccheggiano sono quelle del Fiume Lento di Alessandro Sanna, eppure questo 24 maggio si veste di lettori ostinati, di ragazzi orgogliosi di portare la lettura nelle piazze, di librai  che continuano a  mettere per primi i bambini e di libri che con voci alte parlano e colorano e raccontano temi importanti, dalla migranza alla memoria, dagli stereotipi di genere all'ambiente.
 Libri importanti, gesti importanti. 
Quelli che fanno della letteratura per ragazzi un avamposto di resistenza per cambiare il mondo. Me lo disse una volta un GGG.

giovedì 13 febbraio 2014

Il mondo è dei bambini. Note a margine del caso nato da Leggere senza stereotipi.

Educhiamo i cittadini di domani. 
Tutti noi. Con un fatto di cronaca, con un pezzo di discorso, con un frammento del film che stiamo guardando, con una storia che leggiamo. 
Come librai proponiamo storie perché sono metafore di infanzia, e queste li renderanno adulti più consapevoli, più capaci a vivere nel mondo, a muovere i propri passi ed incontrare la vita capaci di non farsi sopraffare dall'incertezza, dal dolore, dalle perdite. Citando un bel libro di Terre di mezzo ti verrebbe da dire al bambino "il mondo è tuo, e tu sei del mondo". E perchè tu sia del mondo più storie diverse, con mondi e modi diversi di viverlo, sarò capace di presentarti più sarai capace di abitarlo. 
Leo Lionni scrisse un libro come Piccolo Blu e Piccolo Giallo. Lo illustrò con la tecnica del collage, uscirono dalle sue mani dei pezzi carta che divennero una delle opere più geniali che a tutt'oggi siano pubblicate. Uscì nel 1959. E da allora sono cambiati educatori, generazioni di genitori, governanti, capi religiosi, nel nostro e in tutti i paesi in cui questo libro, tradotto in undici lingue, è arrivato. A cosa ti sto preparando? A leggere gli stereotipi? Davvero? Forse ancora di più a leggere il mondo. 
Posso prepararti alla difficoltà di sentirti escluso, di non sentirti capito, di sentireil tuo mondo o chi ti ha cresciuto come lontani, e di trovare qualcuno solidale con te, che raccoglie le tue lacrime, e non lo sai, ma ti sto raccontando che un po'  di empatia nel mondo è possibile. 
Che è possibile sentirsi accolti. 
E che persino i grandi possono sbagliare. 
E allora perdonate Signori Bambini la cecità di questi giorni di molti adulti, e tutta questa confusione intorno a delle storie, e continuate a esplorare, continuate a guardare il vostro mondo e a affrontare i vostri draghi. 
Sono storie che come librai in tutti questi anni siamo felici di avervi  raccontato. Perchè è stato il nostro modo per aiutarvi ad andare nel mondo. Ci sarà chi si fermerà ancora davanti a questi libri e li sfoglierà distratto, chi non riuscirà a capire che le storie della bibliografia di Leggere senza stereotipi sono cose che conoscono da sempre, che trovano nei vari volumi confessionali e religiosi dove famiglie allargate, monoparentali, con legami di bigamia fra gli adulti, diverse nel senso della loro molteplicità.. sarebbe da chiedere loro quali sono le famiglie tradizionali.
Eppure in questi giorni le voci si levano a dire che beh, proporre libri con famiglie "diverse", così definite, è un problema. Si levano con l'eco di giornali locali che rimbombano più che informare, dimenticando la responsabilità sociale che hanno, e che speriamo che presto si accorgano dell'occasione di essere davvero informazione e strumento educativo-informativo per il territorio che stanno perdendo.
Guardate i cosiddetti grandi e questo loro problema, guardateli affrontare con retorica le varie giornate istituite perchè le discriminazioni non portino più alla creazione di muri, di ferite, di violenza e poi arenarsi con occhi ciechi di fronte a storie di affetto che non capiscono, sino a murarsi dietro a una lettura fatta di malizia e stereotipi. 
Chi le storie con voi le ha lette, conosciute, o viste coi vostri occhi scevri di quella malizia sa che siete capaci di prendere quanto vi serve per Vivere.
E magari ricordateci che il collage non è altro che un togliere dei veli, guardare da un'altra prospettiva, ricomporre il mondo dall'esistente per fare cose belle.
 Perché questo dovremmo darvi, innalzandoci all'altezza dei vostri sentimenti, siano storie illustrate o libri religiosi, siano fiabe antiche o nuovi racconti, quello che dovreste trovare non sono i nostri stereotipi ma chiavi per camminare, godere della bellezza e vivere nel mondo.


V.S.

mercoledì 22 gennaio 2014

Dopo, qui, ora.

Dopo.
Quattro lettere, per una parola a cui molto spesso associamo una forma di stanchezza, un rimandare, un inconscio non voler fare, a cui spesso non sappiamo dare il valore dell'attesa che reca con sé, dello spazio temporale che crea, come se il fatto di dire dopo dovesse per forza considerarsi un mettere in secondo piano. A volte sembra che l'idea di cogliere l'attimo e quella di una pratica della lentezza debbano per forza essere un contrasto. Poi qualcosa ti ricorda che non è così: c'è un tempo naturale, che in quel dopo raccoglie speranze, culla sorprese.
A volte a una richiesta, a una telefonata vorremmo una risposta subito, senza pensare che forse arriverà con un tempo maturo che non è quello della nostra incapace attesa, ma è quello che albero, o pensiero, o mano-altra hanno nel loro vivere.
Altre volte quel tempo ti mette fra le mani un frutto che avresti occasione di assaggiare, un minuto da vivere, un caffè da prendere, qualcosa da vedere. E tentenni. O aspetti troppo. Perchè anche dopo ha le sue conseguenze. Se la natura ti offre qualcosa sa bene che il suo tempo naturale dura per qualche tempo, finchè non volerà via o non diverrà qualcos'altro.
Dopo , questo libro, è una fotografia con parole misurate a tutto questo. Molto gentile ma con portamento.


Parla dello scorrere del tempo, della vita, delle emozioni. Parla senza troppe parole, disegna senza soffocare il foglio.
Affronta la rabbia e il fiorire, le allegrie e la morte, va a passi leggeri in terre piene di domande, non nasconde nulla al suo lettore, grande o piccolo che sia. "Dopo il tuo compleanno sei un po' più alto. Dopo una lite ci sono le lacrime. Dopo l'autunno l'inverno stupisce." Sul sito di Orecchio Acerbo, che ne cura anche la bella traduzione, trovate un piccolo assaggio in pdf da scaricare di questa nuova opera di  Moreau, autore sempre per i tipi di Orecchio Acerbo di A che pensi? (qui il suo sito collegato a tumblr). 

"Dopo le capriole mi gira la testa"


"Dopo quest'attimo non ci sarà più quest'attimo"
Affronta i silenzi dello stupore come quelli che svuotano in cuore dopo una delusione.
Anzi più che affrontantarli ti porta per mano a conoscerli. Come scriveva Chesterton sulle fiabe "non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere" , allo stesso modo i bambini come i lettori di qualsiasi età conosco già le lacrime, la rabbia, l'allegria e lo stupore ma in questo libro si trovano ad affrontare visivamente quanto di più straordinario c'è nel reale. Parlandoti del dopo Laurent Moreau ti parla dell'ora. Ti prepara a guardare negli occhi quanto già conosci e potrà accadere. Perchè questo è il dopo, null'altro che un nuovo attimo, l'istante di quanto può accadere condizionato dal tuo adesso, e quel che ancora non conosci. Può riservare cose meravigliose e terribili. Ma si può essere pronti ad entrambe. L'occhio del bambino dalle pagine cerca il suo lettore di tanto in tanto, usa il contatto visivo del miglior narratore o direttore d'orchestra. Il mondo si costruisce sulla pagina intorno a lui, i colori si fanno interpreti di un calore o di un sentimento nuovo, i gesti sono misurati nello spazio dell'azione, in alcuni è inerte ed il mondo gli vortica intorno, in altri solo lo sguardo direzionato muove il suo agire, sino a pagine dove l'intero corpo si muove e partecipa al tempo intorno. E intanto il mondo cambia, fiorisce, si alza in volo.


Mi viene in mente l'uccellino nero di Gli uccelli, di Germano Zullo e Albertine, edito da Topipittori. La storia si muove in una terra spoglia, all'orizzonte un piccolo furgone rosso si avvicina. Quando è alla giusta distanza, sull'orlo di un burrone, si ferma. Ne scende un uomo. Dimenticavo, ha parcheggiato in retromarcia. Quando apre il retro del furgone un volo di uccelli dei colori più diversi si libera nell'aria, ma due occhi, piccoli, timidi, rimangono a fissarlo nel buio.  Sono occhi timidi, che quando vengono alla luce rivelano un uccellino nero. Lui decide di partire Dopo. Di compartire degli istanti.
A una prima lettura sembra che tutto accada perchè non è capace di volare. L'uomo gli fa vedere come fare, divide il suo pranzo, gli dedica del tempo. Nessuno di noi sa se il realtà quell'uccellino sapesse volare o meno, non ha importanza, senza chiederselo, l'uomo gli dedica del tempo, lo dedica a quel piccolo bisogno di attenzione. Porta per mano, in quell'attimo che non torna indietro. Lo fa con il tempo giusto, senza forzature, ed ecco che ideale di lentezza come giustizia nello stare al mondo e il vivere l'istante si fondono insieme. Quello che augurerei a ogni bambino, i risultati, lo si impara nell'ultimo volo alla fine del libro, possono essere straordinari.

v.s.

sabato 4 gennaio 2014

Viaggio lento


Ci sono parole che a volte vanno tenute da parte per gli inverni, e in un inverno misto di pioggia e di neve come questo  è bello ritrovarle fra i pensieri sospesi di questo blog. Non la solita voce che ora ve le introduce ma la voce di un libraio questa volta, che nel libro e nel fiume ha giochi di ritorni Affini (eccovi un link per ritrovare la sua voce di fiume).


“Per disegnare il fiume devo essere fiume e stare dentro gli argini che dividono la macchia astratta da quella figurativa facendola coesistere.”

Con queste parole Alessandro Sanna chiude le due pagine cui consegna le parole per raccontare il suo lavoro lavoro "fiume lento, un viaggio lungo il Po" e verrebbe da fermarsi: questo è tutto.
La semplicità con la quale Alessandro spiega il suo lavoro è pari alla facilità apparente che dimostra a chi lo ha visto lavorare. Ad esempio  a Mantova, nella sua Mantova, durante il Festivaletteratura. In diretta, l’acqua scivola sui fogli e grazie alle sue mani, che danzano con i pennelli, diventa colore, forma e assume un significato o magari un segno di  distinzione tra due figure appena accennate. Il “fiume lento” lo abbiamo visto a teatro accompagnato dalle parole di Rumiz di Morimondo (e lo abbiamo recensito in Andersen). Dal sito di Alessandro un piccolo video fa essere parte di questo viaggio.
Questo fiume lento però è soprattutto un libro composto di carta, con tavole precise nella loro scansione: 4 finestre, 4 illustrazioni per ogni foglio. 4 stagioni per 4 storie cornice, per raccontare cambiamenti e mutazioni nell’apparente immobilità, visioni nell’incombente e onnipresente nebbia.
Quanti riferimenti si possono trovare in questo libro: quante citazioni! Esplicite o accennate o semplicemente coesistenti con le storie che Sanna possiede nel suo immaginario e che accende nel nostro. Così Ligabue, Fellini, Celati ma forse Guareschi e poi non è possibile che anche lui si sia fermato a quel ponte di barche che è lontano dai suoi luoghi e abbia saputo che io ci andavo. No, non è possibile: il suo ponte è un altro, che però è simile al mio, come quell’airone cinerino è simile da quello che ho visto dalla macchina l’altro giorno, mentre quella mondina non può che essere la silouette di Silvana Mangano, perché entrambi abbiamo quell’immagine così marchiata nell’empireo iconico.
Non è la massa delle citazioni, quello che colpisce, ma l’amalgama.
Essere, cioè, riuscito a raccontare un ambiente con la naturalezza di chi ha saputo coglierne l’essenzialità, togliendo il superfluo e individuando con precisione gli elementi che ne costruiscono l’identità. Anzitutto il tempo, il suo essere in movimento e sempre fisso, perché l’acqua del fiume scorre, ma il fiume c’è sempre e occupa, quasi sempre un suo spazio definito. Per poi scoprire che stagioni per stagione si sposta e occupa posti diversi e modifica con potenza il territorio che scolpisce, Chi ha potuto osservare il fiume in piena, ha presente la sensazione di potenza, cioè di concentrato di energia potenziale, che sprigiona il fiume nello scorrere. Si resta attoniti, sperando che tutto fili liscio, che gli argini tengano, che non accada la tragedia, che non venga superato il punto nel quale non si ha più il controllo.

Le tavole di Sanna sono dipinti che rappresentano anche quello che è assente, come quando i rovi, gli arbusti, i rami delle piante celano il profilo del fiume. Eppure proprio in quelle tavole, il Po è presente.
Una riflessione è doverosa. Spesso gli albi illustrati sono relegati nello spazio ragazzi, nello scaffale dei bambini.
È un uso, è una prassi: una norma del fare. Per noi, librai dei ragazzi, scoprire amici e tesori, come questo, è un momento di orgoglio, che ci pone in una posizione di responsabilità nei confronti dei lettori, per spiegar loro cosa si trova nello spazio dei ragazzi, quale perla custodiamo.

martedì 31 dicembre 2013

di Pinocchi, e bambini e librai

Collodi riportava una espressione che adoro: bazzicava compagni monelli.

Salutiamo il duemilatredici, questo è stato un anno di saluti, eppure, ogni volta che esce un nuovo libro di fiabe, ogni volta che ci si indigna per qualche sgarbo fatto all'Altezza dell'Infanzia, ogni volta che esce qualcosa che parla del potere del narrare, a tutti noi verrebbe da alzare la cornetta e chiamare qualcuno che non ci ricordiamo di aver salutato.
Potete raccontarmi qualsiasi cosa, ma io ho la sensazione che questo nostro compagno monello sia entrato in tutti i volumi di Pinocchio che vengono sfogliati nelle strade del mondo, con quella sua bella convinzione che "se anche la storia è vecchia, il bambino è nuovo", ed ha bisogno di imparare quella libertà, quella forza delle proprie convinzioni, quella capacità di ammettere l'errore, e la possibilità di essere sempre e comunque riconosciuto bambino, persona. Non farò l'elenco dei mille motivi per cui era straordinario, perchè a noi piaceva che fosse testardo come Pinocchio, perché manca il suo ripetere a volte le cose, capace di fare il pari con una rara attitudine all'ascolto. Perché le persone sono persone complete, come Pinocchio, capaci di camminare nel mondo e combinarne di ogni e magari non diventare Vicerè delle Indie, ma andarci vicino, che se ora mi chiedessero chi è il Vicerè delle Indie risponderei certo Roberto.
E così per fine anno Clichy ci fa il gran regalo di questa nuova edizione di Pinocchio, con le tavole straordinarie di Leo Mattioli, un viaggio nella storia dell'arte, tanti sono i riferimenti, dove alla fine ti prendono per mano Fabian Negrin e Giorgia Grilli, cosa che avrebbe deliziato il nostro libraio, per guidarci in un viaggio metafisico, come scrive Livio Sossi, e se poi volete entrare nel mondo di Collodi si tende invece la mano di Carlo Lapucci fra geografie reali, linguistiche e del fantastico.

è bello, iniziare il duemilaquattordici così.
è bello come iniziare con una nuova aurora.
è bello come iniziare con parole guida.
Leggetelo a voi stessi, a qualcuno che amate, a un nuovo bambino.
Troverete un libro salvifico quanto una fiaba, che vi dirà che dovreste "salvarvi da quelli che non hanno fame", ma che nel mondo troverete sempre qualcuno a darvi fiducia, e che per iniziare a vivere davvero non è mai tardi.

Inizia un nuovo anno: leggetelo al vostro 2014, i lettori sono vecchi, hanno qualche segno in più o qualche centimetro in più o in meno, ma l'anno, signori, è nuovo.
Buon anno, a tutti.

domenica 8 dicembre 2013

Ridisegnare il mondo. Bambini e critica sociale.

Continuiamo, testardi e ostinati, a pensare i libri per bambini come luoghi che ospitano la crescita della società, e ci chiediamo: come portare la critica sociale ai bambini?"

C'è un filo rosso che guida i pensieri di chi vi scrive in questo giorni dal
Salon du Livre Jeunesse di Montreuil (Parigi), un filo che si lega in modo indissolubile al nostro lavoro: quel futuro dei bambini, che spesso rimbalziamo in libri, in nuovi media, persino in poesia.
Al Salon du Livre Jeunesse il mio filo rosso univa le lettere di queste parole "Continuiamo, testardi e ostinati, a pensare i libri per bambini come luoghi che ospitano la crescita della società, e ci chiediamo: come portare la critica sociale ai bambini?"
Il filo diviene un punto di domanda, il filo dei pensieri prende la voce di Alain Serres lunedì, lo straordinario autore e editore di Rue du Monde, casa editrice nata con lo scopo di fornire ai bambini "libri per interrogare e immaginare il mondo", e ospite di una parte molto importante de la Fête de l'Humanité a settembre. Alain comincia a parlare, intervistare,  ascoltare. Ha la capacità straordinaria di ascoltare chiunque gli si avvicini. È con un pezzetto di quel filo rosso che comincia: e se ridisegnassimo il mondo? Guarda il pubblico con lo stupore perfetto di chi crede che niente è tutto siano possibili e impossibili allo stesso modo. 
Inizia con parole che prenderei a manifesto, prosegue leggendo proprio un pezzetto del nuovo libro di Daniel Picouly, illustrato da Nathalie Novi, intitolato appunto E se ridisegnassimo il mondo? . Alain ha la stessa voce delle sue interviste, emozionata e ridente e combattiva. Sul nuovo numero di Citruille, il giornale delle librerie indipendenti per ragazzi francesi: 
"Leggere è la grande via di fuga dall'odio e dall'ignoranza, uno stimolo determinante per lo spirito critico di un paese e certamente un fertilizzante ideale per il giardino della nostra fragile umanità". 
Terra giardino, quella di Alain, L'immagine si impiglia negli occhi,  si mischia alle parole di Sébastien Sihr , del sindacato insegnanti francese, giovane, con la voglia di lottare e costruire, con il sano pragmatismo di chi conosce le istituzioni .
"Dobbiamo smettere di percepire la scuola come distante dalla realtà, la scuola è parte della società, i concetti che si imparano a scuola sono quelli che attraversano tutta la società, e nei libri troviamo un supporto per la grande ricchezza di temi che noi insegnanti ci troviamo a affrontare. Nei programmi scolastici a partire dal 2002 sono stati inseriti un numero di testi di letteratura jeunesse, in questo modo alla  letteratura per ragazzi è stato riassegnato il posto importante di contenitore del patrimonio comune." 
Alain Serres in veste di moderatore introduce come la critica sociale venga anche attraverso i giovani autori e illustratori, portatori involontari di modelli differenti da quelli della precedente generazioni,portatori di modelli nuovi, forti, nuovi modelli di famiglia per esempio, e cita E con tango siamo in tre( in italia pubblicato da Junior), curioso osservare come la copertina francese riporti un bollino franco e efficace nel presentare il libro con la seguente scritta "un papà pinguino +un papà pinguino+un piccolo pinguino= 3". Scatta la domanda di Alain Serres(e viene da pensare che ai dibattiti fra esperti finalmente qualcuno non ha paura di fare domande che possano risultare precise o scomode), con lo sguardo limpido Alain chiede cosa sia oggi la laicità, se qualcosa di morto o se qualcosa di davvero vivibile. Sihr sorride, la laicità deve essere un'apertura, non un limite,  a questo punto interviene Jaques Bernardin del Groupe  Français d'Education Nouvelle "I libri sono il luogo che contiene l'esperienza del mondo, i libri devono prendere posizione, essere partigiani, resistenti, devo pensare che un libro
mi parli, che mi sia di supporto, che sia metafora dell'arcaico e al tempo stesso mi permetta di parlare dei problemi: la vera laicità è dare alle generazioni che arrivano la possibilità di costruirsi un punto di vista, anche diverso da quello delle precedenti generazioni. Non possiamo continuare a costruire un mondo di cittadelle protette, un mondo fatto di confini. È un gioco democratico quello che si pone davanti a noi: i bambini sanno fare la differenza, la prima cosa che provano a vedere quando un educatore li coinvolge in laboratori è se questi sono spazi sicuri, e stiamo parlando di veri spazi di libertà, questo è lo scopo, far si che spazi come la classe siano luoghi di vera discussione. Fino a che non capiranno se quello spazio di libertà è sicuro i bambini vi parleranno dicendo che "c'è qualcuno che la pensa così" , senza mai esporsi, siamo noi che dobbiamo creare un luogo sicuro perchè si sentano liberi di affermare il proprio pensiero. "
Alain riprende il nostro filo " Siamo autori, siamo illustratori, editori, tutto questo che dite è quanto ci conferma la responsabilità nel nostro fare" ora si gira verso Zaü, grande illustratore francese, e chiede "Con che delicatezza ti poni di fronte all'infanzia?" . Zaü parla, parla del suo uso del colore per far sì che nel libro si crei quella magia che rende il racconto sul reale ancor più emozionante del reale, di quanto sia importante pensare un libro (molte
delle opere di Za
ü si muovono a metà fra narrazione e divulgazione)  e pensarlo perchè a tutti i bambini arrivi in prodotto qualitativamente alto: questa è un'idea cardine del creare la vera uguaglianza.
Ad ogni livello del nostro incontrare i bambini dovremmo essere pedagogisti attivi e creativi , capaci di una lettura dell'attualità con una prospettiva storica, ma soprattutto come pedagogisti ma come in generale persone dobbiamo chiederci in fondo ogni giorno perché abbiamo deciso di vivere insieme. 
E il cuore del discorso di chiusura di Sihr e Bernardin è proprio questo, leggere ai bambini il numero più vario e possibile di storie di grande qualità, trasmettere loro una prospettiva storica, nel suo ampio senso del termine, una storia come un qualcosa di già accaduto e confrontabile, qualcosa che porti ognuno di noi alla vera critica sociale, il chiederci ogni giorno, in ogni azione in cui andiamo a fare, interagire, influenzare la vita dell'altro perché abbiamo deciso di vivere insieme. La critica sociale nasce da questo, dalla volontà di cambiare le condizioni del vivere insieme, nella capacità di ripensare una collettività capace di ripartire, approfittando di questo momento percepito come crisi per ridefinire le priorità. Per ridisegnare il mondo. 
E il mondo ridisegnato parte proprio da qui, dal bambino che sa leggere gli animali, o essere gli occhi della terra di Zaü, che con pochi tratti è capace di pensare il mondo, di darvi una chiave per leggerlo e riportarlo al bambino che lo guarda con voi. 

Ridisegnare fra cartaceo e digitale
Da persone come gli "ingegneri pedagogici" di Tralalere che con l'emozione negli occhi al piano superiore del Salone dove si svolge il Mïce, il Marché International et Interprofessionel de la Création pour Enfants, e raccontano nuovi progetti e sono gli stessi capaci di costruire i molti progetti per ridisegnare il mondo ogni giorno  che negli ultimi anni hanno creato ( provate ad andare a testare per esempio la vostra capacità di fare scelte sostenibili su ' potete anche farlo on line, piccolo esempio di democrazia) , o dai progetti presentati lo scorso anno al Mice dal Salon che molto anno di democratico e partecipativo. Toglietevi dalla testa il pregiudizio che i mezzi digitali siano isolanti, che manchino di partecipazione , che non facciano che isolare ulteriormente i ragazzi, e gli adulti: come sempre è il modo che fa l'abitudine. Se l'impressione è che i ragazzi tendano a chiudersi, la testa china sull'apparecchio di turno, magari in una età come quella adolescenziale in cui la socialità è al tempo stesso bisogno e sfida continua, è della generazione che gli ha dato la possibilità di avere questo mezzo fra le mani pensare delle possibilità invece di continuare ad avversare quella stessa tecnologia. Il salone lo scorso anno ci aveva presentato ben tre possibilità, anche quest'anno a disposizione dei visitatori di ogni età (va detto che il salone non essendo fiera di settore è aperto a chiunque), un tablet XXL, un Juke-box Ado e la BiblioConnection,  per chi volesse saperne di più rimando al post di Caterina Ramonda per Biblioragazzi. 
Uno degli editori che più si sono spesi nel lavorare con digitale commissionando progetti a  Tralalere sono Les editions de Bracques , ed è bello vedere che chi pensa con gli occhi in avanti al futuro del supporto per le narrazioni che realizza (le app sono anche in allegato al libro) dall'altro lato si prodighi a stampare quelli che sono dei punti di partenza per parlare coi bambini: uno dei libri di punta al salone di quest'anno è una sorta di piccola conversazione con Albert Jacquard,(qui trovate il bel ricordo di lui fatto a settembre da Latouche su comune.info) anzi un piccolo manuale di humanisme ad uso dei bambini come dice il sottotitolo, intitolato Dis-moi, Albert... grande quanto il palmo di una mano. 






Ridisegnare il mondo - luoghi comuni 
Poco più avanti un'altro stand che è un piccolo appuntamento annuale, le visioni, materiche o fotografiche, di Passage Pietons Edition. Una parte dei loro libri è da toccare, in scatole piccole, in contenitori da sigari, in carte particolari, altri invece colpiscono per la semplicità della veste, una collana discreta, che aperta, in un albo venti per venti, conserva la forza di un'inchiesta giornalistica. Spaziano, dallo stereotipo di genere al femminile alla convivenza umana. Complice questo filo rosso che guida il mio sguardo apro La terre est un seul pays. Il formato alterna fotografie evocative e fotografie tipiche del giornalismo d'inchiesta, la grafica si comporta allo stesso modo, frasi uniche intervallate da brevi brani. La resa è unica, la carta non patinata, la stampa volutamente povera ne fanno qualcosa che colpisce sino allo stomaco, sia che prendiate questo libro sul nostro esistere sulla terra che un 'altro di questi luoghi comuni, così è stata chiamata la collana.

Ridisegnare il mondo - coltivare giardini
Filo rosso guida i passi, per poi rincontrare i libri di Rue du monde, perdersi nella ricchezza di un catalogo capace davvero di portarti per le strade del mondo con la voglia costruire partecipazione e riaffermare diritti fondamentali. Una casa editrice che ha fatto proprio un lavoro di crescita del cittadino, senza ascoltare le voci sulle mode del mercato, ma capendo che è continuando a portare storie che diano la possibilità di immedesimarsi al bambino potremo crescere cittadini capaci di ascoltare, di comprendere nel senso etimologico del termine, del vivere se stessi e l'altro. Vi racconterei tre libri che oltre a quelli di Zaü e di Picouly-Novi mi hanno preso gli occhi. 
  Partir è la storia di un uccellino che ad un certo punto è scaraventato via dalla sua casa, dalla sua terra a causa di una catastrofe naturale:si ritrova in una terra sconosciuta, additato come straniero, senza capire nulla della lingua del paese che lo ospita: vive lo spaesamento del migrante. Il secondo è un libro di Clotilde Perrin dal titolo Au même instant sur la terre..un libro costruito a fisarmonica: 24 piegature vi raccontano la breve storia di 24 bambini: ogni storia accade in questo momento, ogni storia avviene però ad un'ora diversa del giorno. Se lo mettete su un piano e congiungete i due lati potrete fare un giro del mondo che vi racconta cosa sta accadendo: magia, siete in libro che vi racconta i fusi orari, ed anche questo è imparare a togliere la prospettiva egocentrica a cui siamo abituati. Il terzo è un libro che mi ha ricordato un esperimento cinematografico di una decina di anni fa, Film parlato, ed è intitolato Le livre qui parlait toutes les langues: la storia ad ogni pagina è narrata in francese ed in un'altra lingua, venti lingue raccontano insieme al francese questa storia al bambino, venti lingue raccontano una storia sulle storie, mischiando suoni ma soprattutto rendendo nel visivo la ricchezza della pluralità dei codici e della loro trascrizione. Viaggiare insieme è scoprire della stessa cosa lati diversi, se volete questo libro raccontato con altri occhi e in modo più approfondito è di nuovo qui a Biblioragazzi il nostro collegamento. Vi anticipo solo lo sguardo di denuncia in una tavola fatta per un articolo di giornale del suo illustratore, Fred Sochard. 
Volete una poesia? Laurent Corvaisier ha illustrato Il y a, poesia manifesto, parole di pace e denuncia di Apollinaire.

Ridisegnare il mondo è far rivivere il reale - luoghi per raccontarlo
Ridisegnare il mondo in quella prospettiva storica è prima di tutto insegnarlo. Lo è nella capacità di creare luoghi che per esempio ricordino la storia sociale densa di costruzioni collettive di una nazione.
Girando per Parigi potete incontrare una realtà ancora fortemente colonialista del Quai Branly, che pur essendosi di molto spogliato dell'impronta che aveva quando le sue collezioni era parte del Museo dell'uomo continua a puntare all'affascinazione dell'esotico (emblematica la differenza fra l'impostazione del Museo e la mostra sul rapporto fra Kaniak e immagine coloniale che ospita in un'ala in questi giorni). Dal 2009 però potete anche visitare quella che invece è una realtà di narrazioni sociali importanti: il Museo dell'Immigrazione della Porte Dorée
Nella parte dell'esposizione fissa salite una scala che vi racconta in una linea temporale la storia delle migranze e del concetto di cittadinanza in Francia, Arrivati al piano incontrate oggetti che vi iniziano a raccontare vite, storie, fotografie, pannelli luminosi che con un ottimo uso del materiale multimediale attraversano tutti i temi in cui si dividono le sale: dall'emigrare alle nuove sistemazioni, dal lavoro alla vita quotidiana, da una terra che accoglie a una Francia ostile. Persino on line potete visitare questi percorsi, o scegliere la risorsa che più vi sentite possa raccontarvene, i poster, le installazioni, gli oggetti, la fotografia, le cartoline, le vignette...



Vi viene offerta anche ricca offerta di proposte pedagogiche per vivere e visitare il museo. Dai piccoli ai giovani adulti, tutti percorsi ricchi e differenziati per tematiche e risorse che potete scaricare anche direttamente dal sito In una di queste parti potete anche scaricare alcune ottime bibliografie e filmografie sulla migranza.
Al piano inferiore una bella libreria e una mediateca con un settore ragazzi ampio, ben organizzato, dove i bambini possono fermarsi a leggere per tutto il tempo che vogliono, dove l'accesso agli audiovisivi è pensato anche alla loro misura, dove si trovano piccole perle di editori scelte con cura. È il caso ad esempio di un libro che rimane dentro come Sans Papier delle edizioni Escabelle, ora non più commercio. L'intuizione grafica è geniale, la bambina protagonista col papà di questo racconto è un'ombra, come lo sono i sans papier, un'ombra con una storia di illusione, di ferite, di perdita, con una voce bambina che racconta il suo nuovo sentirsi parte di una comunità, quello che impara a scuola, e i ciliegi e la vita e la morte delle poesie di Prevert. Una bambina che un giorno viene presa a scuola, portata al commissariato dove hanno portato il padre è messa su un aereo. Un po' come sembra accadere ai personaggi di Cécile. Il futuro è per tutti di Marie-Aude Murail (Giunti) finché non arrivano insegnanti come lei, o personaggi  belli come il ragazzo che le appare accanto, pronti a fermare tutto questo.
sans papiers - fotografie e bd a confronto
La mediateca offre punti internet, spazi con audiovisivi, riviste, una raccolta di poster, aree curate e materiale gratuito. Come spesso accade in Francia anche la parte delle graphic novel e del fumetto è ampia, il settore bande dessiné ricco di spunti, con un ottimo reparto di saggi sul rapporto fra immaginario e realtà sociale. Ed arriviamo alla seconda parte  delle esposizioni, la mostra temporanea è dedicata proprio a questo, al rapporto fra fumetto e immaginario di migranza: Albums des histories dessinées entre ici et ailleurs. Bande dessinée et immigration 1913-2013 Nell'approccio a questa mostra, fortemente pratica e pensata, quelle che si fondono sono storie immaginarie e reali, sono le storie di vita dei fumettisti, immigrati loro stessi. Più di quattrocento tavole, che spaziano dai creatori di Asterix a Shaun Tan, sono storie di vita, storie di vita da condividere, quelle dei genitori, dei nonni, fra i più conosciuti in mostra le tavole di Marjane Satrapi, ma anche il fumetto di uno spaccato di storia italiana-istriana Palacinche - Storia di un’esule fiumana (in Italia edito da Fandango Libri), scritto daCaterina Sansone e Alessandro Tota, autore fra gli altri di Yeti (Coconino Press/Fandango) dedicato alle storie di un gruppo di immigrati parigini. Si parla di diritti negati, di storie di partenze e abbandoni e ferite, di sans papiers e di amori spesso difficili, di radici. Anche solo seguendo i tratti vi si para davanti la ricchezza della diversità, vi è un raccontare surreale ed un graffiante, vi sono ampi spazi di cielo e graffiti di palazzi. Spazi, luoghi, immagini che entrano dentro e fanno i conti con ciò che vedono gli occhi del loro lettore, per regalare nuove chiavi per leggere il contemporaneo. Insieme. Altre risposte alla domanda di Alain.

Partendo avvolgo questo mio filo di pensieri in un gomitolo, guardo la Senna che regala un tramonto rosso acceso, sembra ricordarmi di essere forse l'altro capo del filo, acqua che poi finisce in mare, libera dai confini che gli uomini impongono. Quel rosso intanto rimbalza sui palazzi, colora case e graffiti della periferia, mondi ridisegnati ogni giorno da nuove generazioni.