domenica 13 gennaio 2013

Un nuovo anno

Il nuovo anno, anche qui, sarebbe da cominciare con qualcosa di speciale. Il nuovo anno passa attraverso riti, sogni, formulazioni di desideri... al cinema nei primi giorni dell'anno si avvolge e riavvolge una pellicola che parla in fondo del potere del sogno e della forza che dà il raccontare una storia. Certo vi diranno che Vita di Pi è un'avventura fantastica, o una metafora della fede, che ha un ritmo incalzante o effetti speciali in 3d. Ma in fondo la sua piccola magia cova nel dubbioso confine fra il reale e il racconto, e nella straordinaria abilità di un narratore.

In novembre è uscito per l'editore Camelozampa Una biblioteca di nuvole di cui vi mettiamo un piccolo assaggio:

Il libro di cui invece stiamo per parlarvi non è una novità, ma una riscoperta grazie all'uscita de Una biblioteca di nuvole, pubblicata sempre da Camelozampa nel 2008. Meriterebbe un piccolo spazio nella libreria di un lettore anche solo per le prime tre pagine, o le ultime sei, o per le molte centrali che parlando di libri, autori, scrivere, parlano in fondo di lettori. Quasi imbarazza scriverne, perchè sembra di non essere all'altezza della forza quasi graffiante di tutte queste parole, "All'inizio non si legge. Al sorgere della vita, all'aurora degli occhi. Si divora la vita con la bocca, con la mani, ma non ci si sporca ancora gli occhi con l'inchiostro. Agli inizi della vita alle sorgenti primarie, ai ruscelli dell'infanzia non si legge(...) No, all'inizio è più semplice. Più folle, forse. (...) Non c'è posto per la lettura, per il lutto ammirato del leggere."

Mille candele danzanti, è una piccola ode alla vita di Christian Bobin, autore che è stato filosofo e bibliotecario, e dunque l'ode alla vita passa anche attraverso la lettura, si parla della fatica dell'imparare a leggere  "è l'esilio. Si apprende la propria solitudine lettera dopo lettera, col dito sul cuore, sottolineando ogni vocale col sangue rosso" sino a che, divenuti lettori, il mondo vi apparirà una frontiera "Da un lato chi non legge mai. Dall'altro chi non fa altro che leggere. Esistono proprio delle frontiere fra le persone. Il denaro, per esempio. Questa frontiera, fra i lettori e gli altri, è ancor più insormontabile di quella del denaro. Chi è senza soldi manca di tutto. Chi è senza lettura manca della mancanza." 

Così può capitarvi di leggerlo in un mattino di inverno come questo, e pur magari non essendo credenti come accade a chi qui scrive,  vi accadrà che vi ritroviate con il sorriso e allo stesso tempo gli occhi lucidi, colmi al pari di questi cieli che promettono pioggia o neve, a voler proseguire come si beve d'un fiato, come racconta lo stesso Bobin sulla fine di un libro di Pasternack "come il placarsi di una febbre, quella bella debolezza così lunga a andarsene. è la stessa che ritrovi dopo l'amore, o alla fine di una passeggiata. Una fatica che riposa."

Poi molto altro, reso davvero alto grazie all'attenta traduzione di Sara Saorin, il racconto dello scrivere di una giovane madre come di una parentesi fuori dal mondo, gli occhi di un padre e infine l'incontro con un amore, il suo legarsi ai discorsi della vita e della morte. Divenire l'abito chiaro del silenzio.

Per Gallimard qualche anno fa era uscito uno straordinario libro fotografico intitolato Donne-moi quelque chose qui ne meure pas, alle parole di Bobin si accostavano gli scatti Boubat, un dare abito diverso alle sue parole. Riportava fra le altre questa frase: "Non sono la bellezza, la forza e la mente che amo in una persona, bensì l’intelligenza del legame che ella ha saputo stringere con la vita."

E in questi giorni dell'anno in cui le previsioni promettono neve e vento, potrete sempre pensare di incontrare qualcuno che porti con sè l'abito chiaro della neve, da poter dire "Ti avevo riconosciuta. Eri tu quella che dorme in fondo alle primavere, sotto le foglie mai spente del sogno. Ti indovinavo già da tempo, nella freschezza di una passeggiata, nell'aria buona dei grandi libri o nella debolezza di un silenzio". Quanto a noi, da qui, ignari dei vostri incontri, quello che speriamo di darvi è un po' di questa aria buona.

venerdì 21 dicembre 2012

Sotto l'albero del Coordinamento...

... ecco a voi la nostra selezione.

Da leggere prima di andare in libreria o in biblioteca per la scorta di libri per le vacanze.
Da leggere pensando alle cose da fare nel nuovo anno.
Da sfogliare per pensare agli ultimi regali.
Da assaggiare parlando di belle storie con qualcuno che amate.

Come di consueto, lo trovate scaricabile qui, e in lettura di seguito a queste nostre righe. Per gli auguri ci vediamo all'ultimo momento, nel frattempo, vi lasciamo a perdervi fra foreste, savane e spazi innevati, fra le nostre pagine. bollettino dicembre 2012

venerdì 7 dicembre 2012

Monsieur Lavoro e i fiori della dignità

Mi piace immaginare che, a volte, quando chiudiamo alla sera le saracinesche, tutte quelle pagine rimangano ad approfittare di quel nuovo silenzio, e magari, ognuno col suo carattere preciso, dato da inchiostro, formato, illustrazione, rilegatura, si ritrovino a gruppetti o  due a due. Magari perchè quel giorno sono usciti insieme dei loro omonimi o perchè sono stati entrambi scartati da una scelta frettolosa che ha preferito qualcuno diverso da loro.

Questa sera avrei voluto lasciarne già vicini due, come si lasciano vicini un adulto e un bambino, in una dimensione in cui, se funziona, non si vuole disturbare la magia di un incontro. Quei due libri vicini mi ricordavano il ragazzino e il signore di Monsieur Ibrahim e i fiori del corano. Gli occhi che parlano anche in silenzio, l'intesa tacita di chi chiede e prova e chi molto ha visto e racconta.

I due libri che avrei voluto lasciare vicini (giorni fa mi è accaduto con Pezzettino di Lionni e una raccolta di poesie tedesche) sono due piccole perle per il contenuto e la grafica, ma soprattutto per l'altezza del tema trattato: la dignità dell'uomo ed il suo rapporto con il lavoro.

L'occhio bambino è quello di Al lavoro!, che troverete anche nel bollettino di questo mese, edito da Coccole Books. Un libro in cui il testo di Anselmo Roveda e le illustrazioni di Sara Ninfali ci regalano una riflessione acuta con occhi di bambino sull'importanza di fare un lavoro gratificante, su quanto valga il lavoro nella vita di una persona, su come sia cambiato il lavoro, tutto questo attraverso gli occhi bambini di Anselmo e allo stesso tempo una straordinaria ricchezza di riferimenti nelle tavole dell'illustratrice. Al lavoro! ci appare come una sorta di storia sociale del lavoro, dove una narrazione divulgativa e surreale al contempo è lasciata alle illustrazioni, mentre il testo è netto e preciso come lo è una domanda che chiede all'adulto una verità, spesso preda di fatalismi e condizionamenti.

L'occhio adulto è annunciato invece  da un ritorno in commercio delle Edizioni di Comunità, che rinascono questo mese dopo molto silenzio. Ed il primo volume è Ai lavoratori, sono due discorsi del fondatore di questa casa editrice, Adriano Olivetti, che ancor oggi vibrano di forza e di grande innovazione. Primo di una collana chiamata Humana Civilitas, che conterrà cinque piccoli volumi (dal costo leggero, sei euro) dedicati ai discorsi di Olivetti e introdotti da grandi personalità del panorama culturale italiano, una grafica semplice e misurata per far risultare al centro le parole, non a caso chi ne cura il progetto è Beccogiallo Lab.
Parole che vibrano ancor oggi, che partono da questa riflessione iniziale che si annuncia efficace in copertina: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi soltanto nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?”


"Affinché la persona sia libera e riesca a possedere un valore spirituale assoluto, più importante e infinitamente più alto di ogni valore dell’ordine economico e politico, occorre che lo Stato esista per l’uomo e non già l’uomo per lo Stato".

Ecco, per combattere il grigio di questi giorni, dove per taluni il problema è se rendere obbligatorie le gomme da neve e togliere le catene, dove molti non si accorgono delle catene che hanno messo ai sogni, alla vita, alla quotidianità del vivere civile questi, con le loro voci diverse, sono libri da ascoltare. Anche a costo di origliare i loro discorsi da una fessura nella serranda.
Per chi vive in una Repubblica fondata sul lavoro, e ancora vuole domandarsi quale valore di libertà possa avere tutto questo. Per svegliarci un pochino dal torpore. Per ricomiciare a domandarci cosa vogliamo essere. Per non dare per scontata la bellezza e la forza che si racchiudono in qualcosa che in fondo si svela nel Fare, nell'Essere e nel Divenire.

lunedì 3 dicembre 2012

Souvenir...

In argot francese leggere si dice ligoter, che vuole anche dire “incatenare”.
Nel linguaggio figurato un grosso libro è un “mattone”.
Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.


Quando uscì come un romanzo di Daniel Pennac, fu un successo,  e non è un caso, sarebbe attuale anche ora,  un narrare che partiva con una premessa straordinaria:
“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare…il verbo sognare…”. E col tempo aggiungeva:
“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. "Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità".
Scorse le pagine vi si incontrava quello che era un vero e proprio decalogo di diritti del lettore:


 Dieci imprescrittibili diritti del lettore
  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire un libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere a voce alta
  10. Il diritto di tacere
Diritti? sì diritti... già perchè:

“Ogni lettura è un atto di resistenza. Di resistenza a cosa?

A tutte le contingenze. Tutte:
“Sociali.”
“Professionali.”
“Psicologiche.”
“Affettive.”
“Climatiche.”
“Familiari.”
“Domestiche.”
“Gregarie.”
“Patologiche.”
“Pecuniarie.”
“Ideologiche.”
“Culturali.”
“O Narcisistiche.”
Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso se stessi.
E, soprattutto, leggiamo contro la morte."


Un solo piccolo pezzo per spiegare il tutto, per darvi la voglia di prendere e rileggere o leggere per la prima volta queste righe, il suo parlae del rito della  lettura ai piedi del letto del figlio:
"“L’intimità perduta…
A ripensarci in questo inizio di insonnia, il rituale della lettura, ogni sera, ai piedi del suo letto, quando era piccolo – orario fisso e gesti immutabili – aveva qualcosa della preghiera.
Quell’improvviso armistizio dopo il frastuono della giornata, quell’incontro al di là di ogni contingenza, quel momento di silenzio raccolto che precede le prime parole del racconto, la nostra voce finalmente identica a se stessa, la liturgia degli episodi… Sì, la storia letta ogni sera assolveva la più bella funzione della preghiera, la più disinteressata, la meno speculativa, e che concerne solamente gli uomini: il perdono delle offese. Non confessavamo nessun peccato, non cercavamo di conquistarci nessuna fetta di eternità, era un momento di comunione, tra di noi, l’assoluzione del testo, un ritorno all’unico paradiso che valga: l’intimità.
Senza saperlo, scoprivamo una delle funzioni essenziali del racconto e più in generale dell’arte, che è quella di imporre una tregua alla lotta degli uomini.
L’amore ne usciva rinato.
Era gratis.


Così oggi nel chiudersi del Salone del Libro di Montreuil vi regaliamo una piccola cartolina, a ricordarvi quel decalogo di libri amore e libertà che ha regalato Pennac.
Una cartolina dicevamo, come se fosse un piccolo regalo, celato in un pacchetto col nastro rosso:


In fondo...
Quel che abbiamo letto di più bello
lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.
Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.
Forse proprio perchè la peculiarità del sentimento,
come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi,
far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici.

domenica 2 dicembre 2012

Gita al faro (fra storie ed un mare d'inverno)


 A volte lo sguardo può incontrare delle storie scritte dove meno se lo aspetta, come accade, ne parlavamo, quando ascolti davvero una canzone, ed entri nel suo testo, nella storia che ti sta raccontando. Così è per quelle narrazioni piccole, libere, estemporanee, che si incontrano a volte camminando. Avete mai letto fermandovi a pensarle le scritte di un muro della metro, di una panchina, di palo alla fermata della corriera? Che siate in una città o in un paesino, in questi non luoghi si trovano queste tracce volontarie di passaggio, scritte, incisioni, ricordi: magari spesso guardate con il rammarico di vedere un qualcosa di comune non più lindo e vuoto. Eppure ora sembra presentari con un pezzo nuovo di vita, una piccola storia. Questi pensieri sono nati pochi giorni fa, in una passeggiata vicino ad un faro poco noto, un faro come lo sono tanti, solo, forse, diverso nella forma dello stereotipo comune, un faro ampio di un giallo lieve, in un giorno di mare dai molti grigi, che a riguardarli ora nelle fotografie sembrano molto più azzurri. Pietra dopo pietra ecco che senza accorgertene ci giri intorno. Ed ecco, l'occhio, carico di pensieri destinati a storie lontane, si posa su queste storie vicine. Si posa perchè la prima che legge colpisce chiunque abbia a che fare ogni giorno con i libri, ed è questa

Notte
mentre mi volto e mi rigiro
viene il mattino
sui miei capelli arruffati
li divido con le dita
come intracciare una fune
e mi domando:
ti rivedrò?
… leggere lo stesso libro e
mi riempio i polmoni
a volte chiudo gli occhi
del suo odore, il semplice
annusare quel libro,
scorrere le dita tra le pagine
per me è un'emozione.

Forse sono già particolari le frasi di un faro, dice giustamente qualcuno, perchè ad un faro vai con una disposizione d'animo diversa..
A questo pensiero notturno seguono frasi, promesse, dichiarazioni d'amore e solitudine. Se alcuni anni fa i muri si riempivano di Io e te tre metri sopra il cielo, ora si riempiono di frasi tratte da A te di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, e danno la cifra di un modo diverso di concepire l'amore, forse.
"A te che sei l'unica al mondo 
l'unica ragione per arrivare fino in fondo
ad ogni mio respiro "
 "A te che Sei. Semplicemente Sei. Sostanza dei sogni miei."
 Frasi che sono parte di una canzone molto più incentrata sulla costruzione di un amore che su un vivere l'attimo veloce.
Seguono poi Solo per te dei Negramaro e una di Vasco, manifesti di amori dedicati e coperti di salsedine.
A dimostrare come quello spazio di muro sia inteso quasi come una pagina vi si possono leggere dediche come questa:
 Il faro è uno spazio intimo probabilmente, è vero, quanto è intimo sentirsi in quel confine fra la terra e il mare e il cielo, dove lo sguardo si perde. E' in quegli spazi sospesi che nascono pensieri dedicati.
 Di quel luogo potreste trovare un rullino intero di fotografie, colpisce la promessa a se stessa di una ragazza delle superiori, la promessa di reagire, di amare se stessa, di mettere quelle parole a manifesto per non potersi più nascondere da loro.

Fatto il giro intorno al faro, prima di riprendere la via della terra ferma l'occhio sfiora ancora delle parole, fra queste rimane negli occhi un pezzo di muro a parlare della vita,

dopo averlo letto gli occhi si spostano, tornano ai loro pensieri, alle loro intime immaginarie scritte, a perdersi nei grigiazzurri del mare.


domenica 18 novembre 2012

Portati dall'onda, silenziosamente marciare coi libri

Sono portatori di poesia e musica per eccellenza: a questo li ha dedicati il mito, fra gli altri, a portare in salvo Arione, il poeta musicista. Generosi e attenti tanto da finire fra le stelle, per premio di Apollo, in quella costellazione che illumina gli occhi di  chi rimane a guardarle e che è chiamata, appunto, Il delfino. Portare, trasportare, tras... locare. Ecco, chi in questo gruppo di librai coordinati porta questo nome non poteva che pensare che persino un trasloco divenisse un atto condiviso, il momento in cui librai e lettori si uniscono per fare insieme, essere parte, sentirsi dentro quella nuova nascita.

La Nuova Libreria Il Delfino di Pavia si sposta, lo fa con novità e certezze: nuovi grandi spazi, 300 mq, nuovi orari più ampi, lo fa con gli stessi sorrisi che hanno accompagnato le vostre visite in libreria, con quella capacità invidiabile e generosa, delfina appunto, di raccontare: che abbiate parlato di saggi, di illustrati, di romanzi per adulti o per ragazzi, voci diverse si saranno regalate per farvi parte di quelle pagine, e lasciarvi nella culla sospesa del non detto, o del riferimento ad un libro conosciuto, patto non scritto fra libraio e lettore che si muove sulla coscienza di non dover passare lo scalino del troppo raccontare, dello stare sull'equilibrio del mistero.
Anche una nuova sede è un mistero, e fa sempre parte di quel misterioso patto segreto che lettore e libraio racchiudono nello scambio di uno sguardo. I posti li fanno le persone, con quella condivisione magica di trame, quasi fossero la stoffa comune, che fa sentire di vivere un posto per le parole e le sensazioni che lo abitano. Li fanno le cose invisibili come la competenza maturata in anni di lavoro e quella che silenziosa lavora nel costruire un progetto condiviso, come accade  da quando la libreria  è divenuta parte del gruppo 3Elle, e da quando, sei anni fa, è stata fra i fondatori di questo Coordinamento.

Sabato 24 novembre è il pomeriggio scelto per essere parte di questo mistero, essere portatori di libri, e di mano in mano aiutare i librai a chiudere la porta della vecchia sede e far entrare libri, energie, idee in quella nuova. Il gesto inverso da quello a cui siete sempre stati abituati, non il libraio chiamato al gesto ultimo di mettere il libro nelle mani di un lettore, ma il lettore, che in una catena di mani e pensieri riconsegna al libraio, nella sede nuova, il cuore del suo lavoro.
Pronti? Ai blocchi? Da piazza della Vittoria a piazza Cavagneria, l'invito se volete tenerlo in tasca lo trovate qui. Un pomeriggio che comincerà alle 16, una festa mobile, un nuovo viaggio..
Per parte nostra, per coccolarvi, vi lasciamo con un pezzetto da leggere quando a sera, finita la festa, fra la stanchezza e la malinconia che ogni bel rito di passaggio  si porta dentro, alzerete gli occhi ad un cielo che vi ha visto sinuosi muovervi nel giorno, e nuotare fra sassi, portici e sorrisi al fianco dei delfini.

"Nelle notti limpide una luna rotonda si sporge sul mare. Tende la mano e abbraccia l'acqua su cui dipinge una striscia di luce. Il delfino si muove come la luce. Il delfino vola nel fiato bagnato del mare. Ci sono scontri e risa, risa di delfino, luccicanti come mille gocce di sole."
Karen Hesse, La musica dei delfini, Bur

Così ecco cosa potrete ritrovare, cosa coltivano i delfini: luce, voli, scontri e risa:  risa luccicanti.
Come gli occhi di consiglia un libro: di chi passa da sguardo a sguardo, da voce a voce, da mano a mano, una storia e sa di custodire un seme di luce.

venerdì 2 novembre 2012

Nuovo mese, nuova selezione del bollettino, nuovo Andersen ad annunciarlo con una splendida copertina di Gabriel Pacheco (e se vi piace date un occhio al suo blog).
Nuovi libri, con storie che raccontano vita, respiri, crescite e scoperte.
Libri da precipitarci dentro, magari come Reginald e Tina, e se voleste cadere nella rete con le loro storie aggrappatevi qui, e preparatevi a giocare.
Una selezione che vi porterà fra molte storie diverse, facce da scoprire, limpide figure di adolescenti, che passano attraverso storie di vita forti e emozionanti, storie raccontate come odi alla vita. E mentre nei molti discorsi di adulti di questi giorni passa spesso solo amarezza, fra disillusioni e commenti di critica politica, ecco figure di ragazzi che rivendicano la vita, l'essere al mondo, la scelta e la capacità di non chinare la testa davanti a potenziali sconfitte, come dice Manon:
"Mi farò una maglietta con la scritta: Sono un’adolescente, e sulla schiena: Non solo un futuro adulto."
Volete leggerne con calma off line? Scaricate  qui.
Altrimenti ecco la Selezione di seguito, pronta per raccontarvi i colori di questo mese, fra le architetture dei popup di Carter e pensieri e sogni che prendono sostanza sulla carta.

Bollettino Ottobre 2012